La solitudine? Aumenta il rischio di demenza del 40%

La solitudine? Aumenta il rischio di demenza del 40%

Una ricerca scientifica svela che dietro la solitudine c’è il rischio di ammalarsi di demenza con una percentuale del 40%. 

Uno studio della Florida State University (FSU) a Tallahassee ha messo in luce che le persone che vivono in solitudine hanno un rischio maggiore di soffrire di demenza. Lo studio ha coinvolto 12.03 individui dai 50 anni in su che hanno partecipato al programma “Health and Retirement Study” della durata di 10 anni. Durante questo periodo sono stati considerati fattori di studio la solitudine e l’isolamento sociale dei partecipanti, mentre ogni due anni si sono sottoposti ad un test di valutazione delle abilità cognitive.

Il risultato di queste analisi in un periodo di tempo così lungo ha messo in evidenza che su 12.000 individui partecipanti al programma, ben 1104 hanno ricevuto una diagnosi di demenza.

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La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine è considerata la “malattia” più pericolosa per l’anziano. Chi ne soffre ha il 45% di possibilità in più di morire.

La solitudine nell’anziano è considerata un problema di natura sociale. Gli anziani che soffrono di solitudine vivono una condizione esistenziale disagiata che ha conseguenze sulla salute.

Uno studio dell’Università di San Francisco condotto su un campione di 1600 persone ha evidenziato che il 43% degli anziani vive in una condizione di solitudine. Mettendo a confronto i risultati del sondaggio con il tasso di mortalità a distanza di sei anni, è emerso che chi soffre di solitudine ha il 45% in più di probabilità di morire.

Anche la qualità di vita va incontro ad un peggioramento: si presentano depressione, rischio di infarto, riduzione della mobilità e di autonomia.

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