I social efficaci contro la depressione

I social efficaci contro la depressione

L’utilizzo dei social network in alcuni casi può giovare alle persone avanti con gli anni perchè aiuta a combattere la depressione.

Se l’utilizzo continuo dei social può provocare alienazione nei giovani, in alcune persone, specialmente le più anziane, invece può generare un beneficio in termini di salute psicologica.

In special modo, le persone affette da patologie invalidanti che non hanno possibilità di muoversi da casa, utilizzare i social può essere utile contro il rischio di depressione. La mancanza di contatti esterni con altre persone a causa della patologia può essere compensata attraverso l’attività sui social come Facebook.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan ed è stato pubblicato sul Journals of Gerontology, Series B. Gli over 65 che convivono con dolore cronico sono molto restii alla partecipazione sociale, che ha invece effetti positivi sul benessere emotivo.

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Nel 2028 più di 6 milioni di over 65 necessiteranno assistenza

Nel 2028 più di 6 milioni di over 65 necessiteranno assistenza

Secondo il Rapporto Osservasalute 2017, fra 10 anni in Italia ci saranno più di 6 milioni di persone anziane non autosufficienti. A testimoniarlo è l’attuale andamento demografico di invecchiamento e i tassi di disabilità.

Nel 2028 si stima che più di 6,3 milioni di italiani over 65 non saranno in grado di badare a loro stessi. Il Rapporto Osservasalute 2017 pone l’accento sulla necessità di far fronte al problema dell’assistenza agli anziani nel prossimo futuro. Attualmente il 30,3% degli over 65 ha difficoltà ad usare il telefono, prendere le medicine e gestire le finanze. La stessa difficoltà si rileva nello svolgere le attività quotidiane come fare la spesa, prepararsi da mangiare, svolgere le faccende domestiche. Nello specifico le difficoltà a svolgere le attività quotidiane si rilevano nel 13% nella classe di età 65-74 anni; nel 38% per le persone tra i 75-84 anni e nel 69,8% negli anziani sopra gli ottantacinque anni.

La situazione è destinata a degenerare: si stima che in soli 10 anni la popolazione al di sopra dei 65 anni che non sarà in grado di svolgere le attività quotidiane come lavarsi e mangiare sarà di 1,6 milioni. Le persone che non saranno in grado di essere autonomi nelle incombenze quotidiane come cucinare, prendere le medicine e svolgere le attività domestiche saranno ben 4,7 milioni. Numeri impressionanti che segnalano un’emergenza che bisogna affrontare nel prossimo futuro: fornire un’ adeguata assistenza a tutte queste persone.

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