Il caregiving: è la donna che lo pratica maggiormente in Italia

Il caregiving: è la donna che lo pratica maggiormente in Italia

Secondo il Libro Bianco dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, l’86% delle donne italiane assiste uno o più familiari indigenti.
Ogni due anni viene pubblicato il Libro Bianco dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna con l’obiettivo di fare il punto della situazione sulla salute della popolazione femminile. Quest’anno per la pubblicazione della sesta edizione del volume è stato trattato il tema del caregiving per il suo impatto sulla salute, sulla qualità della vita e per il suo valore sociale.
Il caregiving è il lavoro di cura e assistenza verso le persone non autosufficienti fatto da persone a titolo volontario. Dallo studio è emerso che sono le donne ad occuparsi in misura maggiore dei loro familiari non più autosufficienti. Un numero consistente di donne si occupa di curare non solo i genitori ma anche partner e figli: si parla di una percentuale vicina all’86%.
Un ruolo, quello del caregiver, difficile da affrontare in quanto porta con se un carico di stress ed emozioni contrastanti che influisce molto sulla salute e la qualità di vita della donna.

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Italia in ritardo per servizi agli anziani

Italia in ritardo per servizi agli anziani

L’Italia è soltanto quindicesima per misure come l’accesso ai servizi o l’uso di tecnologie che aiutino nella quotidianità gli anziani.

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) in occasione del convegno “Invecchiamento attivo e autodeterminazione per il fine vita: strategie di tutela dell’anziano” lancia un appello: migliorare la sicurezza degli anziani pensando a politiche di sostegno alla famiglia che ne migliorino la sicurezza sociale.

L’Italia risulta essere in ritardo rispetto agli altri paesi europei per quanto riguarda l’accesso ai servizi che aiutino gli anziani nella loro quotidianità. I servizi per l’anziano sono spesso carenti e ci sono forti disparità tra regione e regione.

La SIGG sottolinea come anche la disponibilità di specialisti in Geriatria sia molto bassa rispetto al fabbisogno nazionale. L’Italia è un paese che sta invecchiando e non ci sono politiche e servizi strutturati che possano rispondere ai bisogni degli anziani.

La visita geriatrica ad esempio non rientra tra i livelli essenziali di assistenza ma risulta tra le prestazioni generiche chiosa Raffaele Antonelli Incalzi, presidente SIGG. Affinchè agli over 65 venga garantito un maggiore accesso ai servizi sanitari bisogna integrare sostegno sanitario e supporto sociale.

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L’assistenza agli anziani in Italia è sempre più costosa

L’assistenza agli anziani in Italia è sempre più costosa

L’assistenza agli anziani in Italia diventa sempre più costosa. Lo dimostra uno studio dello Spi-Cgil, il sindacato che ha avviato l’ Osservatorio nazionale sulle case di riposo e sulle residenze per anziani.

L’analisi è stata effettuata su 4 mila strutture in tutta Italia. Dai dati emersi, vi è un forte predominanza delle strutture private su quelle pubbliche. Circa il 90% delle residenze che ospitano gli anziani non più autosufficienti sono gestite da privati. Il rimanente 14% è di proprietà pubblica.

Le strutture private risultano essere le più costose: la retta si aggira nel 46% dei casi intorno ai 2500 euro mensili. Le strutture pubbliche invece, risultano nel 39% dei casi più economiche e trasparenti. La retta mensile si aggira intorno ai 1800 euro e forniscono informazioni più chiare nei confronti dei loro assistiti rispetto alle strutture private.

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