Nel 2028 più di 6 milioni di over 65 necessiteranno assistenza

Nel 2028 più di 6 milioni di over 65 necessiteranno assistenza

Secondo il Rapporto Osservasalute 2017, fra 10 anni in Italia ci saranno più di 6 milioni di persone anziane non autosufficienti. A testimoniarlo è l’attuale andamento demografico di invecchiamento e i tassi di disabilità.

Nel 2028 si stima che più di 6,3 milioni di italiani over 65 non saranno in grado di badare a loro stessi. Il Rapporto Osservasalute 2017 pone l’accento sulla necessità di far fronte al problema dell’assistenza agli anziani nel prossimo futuro. Attualmente il 30,3% degli over 65 ha difficoltà ad usare il telefono, prendere le medicine e gestire le finanze. La stessa difficoltà si rileva nello svolgere le attività quotidiane come fare la spesa, prepararsi da mangiare, svolgere le faccende domestiche. Nello specifico le difficoltà a svolgere le attività quotidiane si rilevano nel 13% nella classe di età 65-74 anni; nel 38% per le persone tra i 75-84 anni e nel 69,8% negli anziani sopra gli ottantacinque anni.

La situazione è destinata a degenerare: si stima che in soli 10 anni la popolazione al di sopra dei 65 anni che non sarà in grado di svolgere le attività quotidiane come lavarsi e mangiare sarà di 1,6 milioni. Le persone che non saranno in grado di essere autonomi nelle incombenze quotidiane come cucinare, prendere le medicine e svolgere le attività domestiche saranno ben 4,7 milioni. Numeri impressionanti che segnalano un’emergenza che bisogna affrontare nel prossimo futuro: fornire un’ adeguata assistenza a tutte queste persone.

Dal Rapporto emerge il problema di garantire un’assistenza a tutte le persone in mancanza di aiuti familiari prima e personale sanitario specializzato poi. Infatti, all’aumento della popolazione anziana non corrisponde un tasso di natalità crescente. In Italia, da molti anni ormai, il tasso di natalità è molto basso. Inoltre la precarietà dell’attuale mondo del lavoro non offre tutele adeguate ai familiari che aiutano i propri parenti non autosufficienti.

Il presidente della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), Raffaele Antonelli Incalzi afferma che è necessario formare un maggior numero di personale geriatrico per far fronte alle nuove esigenze della popolazione ma questo non basta: “è auspicabile in primis una stretta integrazione tra servizi sanitari e sociali così da ottimizzare la resa operativa, ma questo sarebbe comunque insufficiente a fare fronte ai fabbisogni attesi. Questi, infatti, coprono diversi ambiti tra cui la stessa struttura e organizzazione degli ambienti di vita con ricorso a soluzioni di domotica, robotica e monitoraggio remoto e telesorveglianza “.

Il ricorso alle soluzioni tecnologiche sembra infatti la strada migliore da intraprendere per garantire un’assistenza adeguata alla popolazione over 65 del futuro. Un’assistenza ottimizzata, efficace ed efficiente che permette di diminuire i costi e aumentare le prestazioni, costituendo un valido aiuto in primis per le famiglie che debbono assistere i loro cari in difficoltà e anche per le strutture e il personale sanitario specializzato.

Fonte: Ansa.it

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