Declino mentale in vecchiaia? Non è sempre vero

Declino mentale in vecchiaia? Non è sempre vero

Una ricerca americana dimostra come il declino mentale in vecchiaia può essere rallentato attraverso un stile di vita sano.

Secondo una ricerca della Columbia University pubblicata sulla rivista Cell Stem Cell, il declino mentale negli anziani può essere rallentato conducendo uno stile di vita sano e un esercizio mentale continuo.

Lo studio si è basato sull’esame del cervello di 28 persone morte in maniera improvvisa. L’età di queste persone era compresa tra i 14 e i 79 anni. Ciò che è emerso esaminando le sezioni dell’ippocampo associate alla memoria è che il cervello sia dei giovani che degli anziani conteneva migliaia di neuroni appena formati. Si è stimato che ogni giorno i neuroni nuovi fossero circa 700.

Ciò ha permesso di far cadere l’assunto secondo il quale il cervello è destinato al decadimento ma anzi con l’avanzare dell’età il processo di formazione di nuovi neuroni non si arresta.

La differenza sostanziale tra il cervello dei giovani e quello degli anziani risiede nella vascolarizzazione. I vasi sanguigni sono più rari in età avanzata in quanto c’è una minor quantità della proteina che regola la plasticità dell’ippocampo.

Tuttavia affinchè il processo di generazione di neuroni in età avanzata avvenga è necessario condurre uno stile di vita sano, vivere in un ambiente stimolante, coltivare le relazioni sociali in modo che la mente sia sempre stimolata all’apprendimento continuo.

Fonte: Il Corriere