Cos’è la salute collaborativa?

Cos’è la salute collaborativa?

La salute collaborativa, una tendenza nata dal basso che mette assieme tecnologie e bisogni, tenendo la persona al centro. Attraverso applicazioni e devices, questi sistemi migliorano la cura e innovano il sistema della sanità.

Il concetto di salute collaborativa nasce per la prima volta nel Regno Unito dall’ Health Lab di Nesta e prevede un sistema in cui le persone e i loro bisogni interagiscono con la tecnologia per creare un sistema di assistenza sanitaria sempre più orientato alla collaborazione sinergica.

Al centro di questo sistema vi è la persona e i suoi bisogni che viene coinvolta e partecipa attivamente insieme ad altri attori del sistema sanitario come medici, professionisti, caregiver, nella cura della salute pubblica. Questo sistema infatti vuole unire la componente di innovazione tecnologica al coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutte le persone interessate. Infatti, le tecnologie e il loro gradi di innovazione hanno senso di esistere se effettivamente sono pienamente usabili, efficaci e accessibili  all’interno dei sistemi di welfare.

Il sistema della salute collaborativa si articola su diversi livelli. Il primo riguarda sicuramente le App e i devices creati apposta per supportare pazienti, medici e aziende del settore a migliorare l’assistenza sanitaria. Ci sono poi le innovazioni sociali che si basano invece sulle competenze delle comunità di persone che promuovono la salute attraverso sistemi d’inclusione, accessibili a tutti.  Infine, ci sono i progetti di Open Care per fornire soluzioni dal basso di accesso alla cura.

Nella categoria delle App e dei Devices rientra sicuramente GRAMPiT, il sistema che opera su tre livelli: sicurezza, indipendenza e assistenza della persona con lo scopo assistere le persone in condizioni di bisogno direttamente nella propria casa. Poi c’è Dianax, un dispositivo che permette alle persone con diabete di eseguire il test del sangue direttamente a casa propria oppure Tommi che utilizza la realtà virtuale per migliorare l’esperienza dei bambini negli ospedali.

Per ciò che riguarda le innovazioni sociali che coinvolgono le persone e la community, ci sono molto esempi come il Progetto Itaca che favorisce la condivisione di esperienze e il coinvolgimento delle persone affette da disturbi mentali, della loro famiglia e di altri pazienti con lo stesso disturbo. Oppure la medicina narrativa del Club Innovatori Sanità Km0, community promossa dal Consorzio Arsenàl per la co-progettazione di app e servizi digitali in sanità da parte di professionisti e cittadini.

Tra i progetti di salute collaborativa rientrano anche gli Open care come ad esempio il progetto Open Rampette di Milano che si occupa di fornire accesso ai disabili nei negozi attraverso apposito regolamento del Comune. Il progetto è nato per far fronte ad un effettivo bisogno per le persone affette da disabilità: la mancanza di una rampetta per accedere agli esercizi commerciali. È partita così una sperimentazione che ha coinvolto tutte le parti in causa: persone disabili ed esercenti hanno dato vita a laboratori di co-progettazione di soluzioni a basso costo. Ed ecco che è nato un sito che aiuta i commercianti nelle pratiche per comunicare e validare la presenza della rampa e nell’apposizione di un campanello fuori dagli esercizi che hanno la rampa in dotazione. Premendo il campanello, la persona disabile segnala al commerciante la sua presenza oppure attraverso un’ app si può inviare un avviso di chiamata al negozio più vicino.

Soluzioni davvero innovative ma che al contempo devono essere realmente efficaci per far fronte ai bisogni effettivi delle persone. Ecco perchè s’insiste sull’importanza di integrare queste soluzioni nel sistema di welfare sanitario attraverso la partecipazione attiva di tutte le persone per dare i risultati attesi.

Fonte: il Sole 24 Ore

GRAMPiT © 2018 diritti riservati Privacy Policy. Servizio basato su brevetto per invenzione industriale.