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La mancanza di appetito negli anziani: come affrontarla

La mancanza di appetito negli anziani: come affrontarla

La mancanza di appetito negli anziani è un problema comune che non va sottovalutato. Alcuni accorgimenti utili per far tornare l’appetito ai nostri cari.

La mancanza di appetito detta anche inappetenza è un problema che affligge molte persone anziane. Una condizione di inappetenza non deve però essere sottovalutata.

La mancanza di appetito se sottovalutata infatti può portare a perdita di peso, mancanza di memoria, debilitazione muscolare, perdita di forze e depressione.

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Declino mentale in vecchiaia? Non è sempre vero

Declino mentale in vecchiaia? Non è sempre vero

Una ricerca americana dimostra come il declino mentale in vecchiaia può essere rallentato attraverso un stile di vita sano.

Secondo una ricerca della Columbia University pubblicata sulla rivista Cell Stem Cell, il declino mentale negli anziani può essere rallentato conducendo uno stile di vita sano e un esercizio mentale continuo.

Lo studio si è basato sull’esame del cervello di 28 persone morte in maniera improvvisa. L’età di queste persone era compresa tra i 14 e i 79 anni. Ciò che è emerso esaminando le sezioni dell’ippocampo associate alla memoria è che il cervello sia dei giovani che degli anziani conteneva migliaia di neuroni appena formati. Si è stimato che ogni giorno i neuroni nuovi fossero circa 700.

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Mangiare tante proteine non porta nessun beneficio negli uomini anziani

Mangiare tante proteine non porta nessun beneficio negli uomini anziani

Secondo un recente studio americano, la dieta a base di molte proteine non arrecherebbe nessun tipo di beneficio negli uomini anziani.

Secondo uno studio clinico condotto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston e pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, una dieta iperproteica non porta a nessun beneficio di tipo muscolare negli uomini anziani.

Secondo l’Istituto di medicina americano la dose di proteine da assumere sono 0,8 grammi al giorno per chilo di peso. Tuttavia molti esperti e organizzazioni internazionali suggeriscono di assumere quantità maggiori di proteine specialmente alle persone anziane. Il motivo sarebbe che l’assunzione di proteine in quantità maggiori aiuterebbe la crescita muscolare nelle persone meno giovani.

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Pacemaker e anziani: cos’è e come conviverci

Pacemaker e anziani: cos’è e come conviverci

In Italia sono 60 mila le persone con pacemaker, ma quali sono i rischi legati a questi dispositivi e quali comportamenti tenere per vivere una vita normale.

Il pacemaker è il dispositivo per regolare il battito cardiaco. Esso viene impiantato nel torace attraverso un intervento chirurgico. Attraverso degli impulsi elettrici, il pacemaker normalizza la contrazioni cardiache.

Esso infatti è formato da un generatore di impulsi elettrici e uno o più cavi deputati alla trasmissione di questi impulsi. Esistono diversi tipi di pacemaker: monocamerale, bicamerale e biventricolare che si differenziano dal numero e dal luogo in cui i cavi elettrici si uniscono al cuore.

L’intervento per installare il pacemaker non è scevro da rischi. Bisogna sempre valutare con attenzione se la persona può sottoporsi a questo tipo d’intervento. Questa soluzione non è sempre consigliata specialmente nelle persone anziane.

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Miglior cellulare per anziani: perchè non scegliere GrampiT?

Miglior cellulare per anziani: perchè non scegliere GrampiT?

I cellulari sono strumenti indispensabili per tutti noi e nel caso degli anziani che vivono soli lo sono ancora di più. Con GrampiT però puoi fare di più.

C’è la reale esigenza da parte dei parenti di persone anziane di poter mettersi in contatto con i loro cari facilmente perchè da soli e spesso più vulnerabili.

Gli anziani non sono avezzi alle moderne tecnologie ma sempre più spesso c’è bisogno che essi possano mettersi in contatto con le persone care per situazioni d’emergenza oppure per incombenze quotidiane.

In queste situazioni il cellulare viene in aiuto all’anziano solo. Esso ha il vantaggio di essere portato anche fuori casa rispetto a quello fisso. Ecco che sul mercato da tempo sono in commercio soluzioni tecnologiche pensate proprio per gli anziani.

Di solito i telefoni cellulari pensati per questa fascia di età hanno tasti più grandi e pulsanti per le chiamate di emergenza. Sono difatti cellulari con funzioni semplificate senza la connessione ad internet.

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Dormire di giorno aumenta il rischio di Alzheimer negli anziani?

Dormire di giorno aumenta il rischio di Alzheimer negli anziani?

Secondo ricerche scientifiche c’è una forte correlazione tra la sonnolenza diurna e la comparsa dell’Alzheimer nei soggetti in età matura.

Continuano le ricerche per stabilire la correlazione tra la sonnolenza diurna e la comparsa dei primi sintomi legati all’Alzheimer. Il Corriere pubblica un articolo in cui mette in evidenza alcune ricerche pubblicate sulla rivista JAMA Neurology in cui si evidenzia come la sonnolenza diurna negli anziani porta ad un accumulo di placca amiloide nel cervello.

L’accumulo di placca amiloide nel tessuto cerebrale rappresenta il primo stadio dell’Alzheimer. La ricerca si basa sullo studio di un campione di persone over 70 nel Minnesota, in America.

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