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Cos’è la salute collaborativa?

Cos’è la salute collaborativa?

La salute collaborativa, una tendenza nata dal basso che mette assieme tecnologie e bisogni, tenendo la persona al centro. Attraverso applicazioni e devices, questi sistemi migliorano la cura e innovano il sistema della sanità.

Il concetto di salute collaborativa nasce per la prima volta nel Regno Unito dall’ Health Lab di Nesta e prevede un sistema in cui le persone e i loro bisogni interagiscono con la tecnologia per creare un sistema di assistenza sanitaria sempre più orientato alla collaborazione sinergica.

Al centro di questo sistema vi è la persona e i suoi bisogni che viene coinvolta e partecipa attivamente insieme ad altri attori del sistema sanitario come medici, professionisti, caregiver, nella cura della salute pubblica. Questo sistema infatti vuole unire la componente di innovazione tecnologica al coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutte le persone interessate. Infatti, le tecnologie e il loro gradi di innovazione hanno senso di esistere se effettivamente sono pienamente usabili, efficaci e accessibili  all’interno dei sistemi di welfare.

Il sistema della salute collaborativa si articola su diversi livelli. Il primo riguarda sicuramente le App e i devices creati apposta per supportare pazienti, medici e aziende del settore a migliorare l’assistenza sanitaria. Ci sono poi le innovazioni sociali che si basano invece sulle competenze delle comunità di persone che promuovono la salute attraverso sistemi d’inclusione, accessibili a tutti.  Infine, ci sono i progetti di Open Care per fornire soluzioni dal basso di accesso alla cura.

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Le tecnologie smart: binomio vincente per l’assistenza domiciliare

Le tecnologie smart: binomio vincente per l’assistenza domiciliare

Una ricerca americana dimostra che le tecnologie di assistenza domiciliare migliorano la qualità di vita delle persone sotto molti punti di vista: come la salute e la sicurezza. Lo smartphone e la connessione ad internet rappresentano le chiavi di svolta.

Una ricerca del Mckinsey Global Institute, Smart Cities: Digital solutions for more livable future pone l’attenzione sul concetto delle smart city: città intelligenti in cui l’uso della tecnologia migliora la vita della persone sotto molteplici punti di vista: salute, sicurezza, ambiente, partecipazione civica.

L’importanza oggi acquisita dai dispositivi tecnologici come lo smartphone e la connessione ad internet in primis rappresenta una componente strategica per la creazione di città smart. In secondo luogo, non meno importante è lo sviluppo di applicazioni specifiche che sappiano tradurre i dati in informazioni utili che possano essere utilizzate da organismi pubblici ma soprattutto dalle persone. Infatti, la vera efficacia di una città “smart” è data dall’usabilità di tali tecnologie. Prima di aziende e istituzioni, sono le persone che devono usare la tecnologia per migliorare la loro vita, facendo realmente la differenza.

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GRAMPiT lancia la sperimentazione nei comuni montani d’Abruzzo

GRAMPiT lancia la sperimentazione nei comuni montani d’Abruzzo

Comunicato il via alla sperimentazione di GRAMPiT in occasione del primo Startup Weekend de L’Aquila.

La prima sperimentazione formale di GRAMPiT, la “badante elettronica” parte nei comuni montani abruzzesi. Il lancio della sperimentazione è stato comunicato in occasione del primo Startup Weekend de L’Aquila, domenica 27 maggio, di fronte ad una platea attenta di ragazzi partecipanti, esperti e giudici provenienti dal mondo dell’impresa, dell’innovazione e dell’università.

La sperimentazione si terrà in un contesto particolare, i comuni montani abruzzesi colpiti duramente dal terremoto del 2009. Una sfida stimolante che secondo il fondatore di GRAMPiT, Fausto Preste porterà a importanti conferme. I comuni montani d’Abruzzo hanno accolto GRAMPiT con grande entusiasmo nonostante gli anziani in questi territori siano meglio serviti dai servizi sociali rispetto alle grandi città.

Fondamentale l’appoggio del sindaco di Navelli, Paolo Federico che ha patrocinato la sperimentazione e agevolando l’incontro con le famiglie che hanno già iniziato ad utilizzare il sistema.

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Senior digitali: la generazione tecnologica degli over65

Senior digitali: la generazione tecnologica degli over65

Non si chiamano più anziani ma senior digitali, la generazione di over65 che utilizzano la tecnologia e fa progetti per il futuro.

La ricerca realizzata da Astra Ricerche per Bnp Paribas Cardif si chiama “Over65: una vita a colori” e fotografa una generazione di persone che ama la tecnologia, attiva e dinamica, che fa progetti per il futuro, i cosiddetti senior digitali.

Lo studio condotto su un campione di 700 persone tra i 65 e gli 85 anni ha evidenziato come gli over65 siano molto ottimisti riguardo al futuro. La ricerca condotta completamente online tramite tablet e pc dimostra come gli anziani amino la tecnologia e la utilizzino regolarmente.

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L’Isolamento sociale danneggia la salute degli anziani

L’Isolamento sociale danneggia la salute degli anziani

La scienza ha dimostrato che l’isolamento sociale provoca problemi di salute fisica e mentale nelle persone anziane.

Una ricerca dell’Università del Michigan ha dimostrato che l’isolamento sociale degli anziani danneggia la loro salute. Uomini e donne in età avanzata che vivono soli e non hanno rapporti sociali nemmeno con la famiglia sviluppano maggiormente patologie a livello fisico e mentale .

La ricerca ha esaminato un campione di 1300 persone di età superiore ai 55 anni. Di queste, il 77% aveva rapporti sociali con famiglia e amici, l’11% non aveva rapporti con amici e il 7% risultava isolato solo dalla famiglia. Un 5% del campione analizzato risultava isolato sia dalla famiglia sia dagli amici rendendolo maggiormente esposto allo sviluppo di patologie.

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Un tour itinerante dedicato alla salute degli anziani

Un tour itinerante dedicato alla salute degli anziani

Un tour itinerante dedicato alla salute degli anziani toccherà diverse città italiane per promuovere uno stile di vita sano al fine di prevenire i tumori.

Il tour itinerante nasce per promuovere stili di vita sani e informare correttamente gli anziani sulle buone abitudini per restare in salute. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in collaborazione con FederAnziani che organizza speciali lezioni sulla salute e distribuisce materiale informativo nei centri per anziani.

In particolare l’attenzione si rivolge alle cattive abitudini e ad uno stile di vita scorretto che può portare allo sviluppo di patologie cancerose. In particolare i tumori dell’apparato genitale e urinario sono influenzati da cattive abitudini come il fumo e un’alimentazione scorretta.

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