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La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine è considerata la “malattia” più pericolosa per l’anziano. Chi ne soffre ha il 45% di possibilità in più di morire.

La solitudine nell’anziano è considerata un problema di natura sociale. Gli anziani che soffrono di solitudine vivono una condizione esistenziale disagiata che ha conseguenze sulla salute.

Uno studio dell’Università di San Francisco condotto su un campione di 1600 persone ha evidenziato che il 43% degli anziani vive in una condizione di solitudine. Mettendo a confronto i risultati del sondaggio con il tasso di mortalità a distanza di sei anni, è emerso che chi soffre di solitudine ha il 45% in più di probabilità di morire.

Anche la qualità di vita va incontro ad un peggioramento: si presentano depressione, rischio di infarto, riduzione della mobilità e di autonomia.

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“Non temere”: un cortometraggio per conoscere l’Alzeheimer

“Non temere”: un cortometraggio per conoscere l’Alzeheimer

“Non Temere” è un cortometraggio autobiografico del regista Marco Calvise per sensibilizzare e informare sulla malattia dell’Alzeheimer.

L’Alzeheimer è considerata una piaga sociale, in Italia si contano 1 milione di malati a fronte di 46 milioni presenti nel mondo. Una malattia molto studiata ma ancora poco conosciuta.

Una malattia che non solo sconvolge la vita della persona che ne è affetta ma anche quella dei suoi parenti più prossimi. “Non temere” nasce con lo scopo di informare il pubblico su una patologia molto diffusa tra le persone anziane.

Marco Calvise, regista e sceneggiatore ha voluto raccontare in chiave autobiografica la storia di Giuseppe, malato di Alzheimer. Giuseppe vive in un istituto di cura e soffre di Alzheimer allo stadio avanzato. Nel corto vengono raccontati momenti di vita di Giuseppe e vengono alla luce le numerose difficoltà che ha nel relazionarsi con sua moglie, sua figlia e con il personale dell’istituto che lo assiste.

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“Facciamoci compagnia”: la casa dove giovani e nonni vivono insieme

“Facciamoci compagnia”: la casa dove giovani e nonni vivono insieme

Si trova ad Acerra, in provincia di Napoli, la casa in cui anziani e giovani vivono sotto la stesso tetto. Il progetto di co-housing si chiama “Facciamoci compagnia“.

“Non è una casa di riposo, è una famiglia” dice Stefano Gamra, ideatore del progetto di co-housing “Facciamoci compagnia”. Un progetto nato da alcuni volontari della cooperativa “La Fenice” di Acerra per accogliere gli anziani soli e fare loro compagnia.

Non si tratta di una casa di riposo ma di un appartamento dotato di sette posti letto, una sala soggiorno e una cucina in cui i nonni possono giocare a scacchi, chiacchierare, ricevere parenti e amici. Sono assistiti da operatori sociosanitari, hanno a disposizione una psicologa e una cuoca cucina per loro.

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I giovani di oggi? Sono gli over 65

I giovani di oggi? Sono gli over 65

Uno studio del  McCannTruth Central su 30 paesi del mondo compresa l’Italia evidenzia come i comportamenti delle fasce d’età si siano invertiti. Gli over 65 pensano e vivono come i giovani 30enni.

Uno studio davvero interessante quello condotto dal McCannTruth Central sulle abitudini di vita e i comportamenti di circa 24mila persone nel mondo. L’indagine ha messo in evidenza come le persone intorno ai 70 anni siano più ottimiste nei confronti della vita rispetto invece ai 20enni o ai 30enni.

Tra i risultati più interessanti emergono quelli italiani. In Italia infatti invecchiare non è poi visto in maniera così negativa. Il 70% delle persone intervistate afferma di avere un’attitudine positiva nei confronti della vecchiaia. Infatti si è più liberi di coltivare le proprie passioni e di mantenere mente e spirito attivi.

Le persone over 65 si dedicano alla cura del proprio corpo facendo più attività fisica e lanciandosi in nuove relazioni amorose. Per contro, invece la metà dei 30enni risulta avere un atteggiamento più prevenuto nei confronti della vecchiaia rispetto alle persone più mature (in media il 43%).

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La tecnologia in mano agli anziani: i benefici per la salute sono molteplici

La tecnologia in mano agli anziani: i benefici per la salute sono molteplici

Dagli Stati Uniti arrivano soluzioni tecnologiche su misura per l’anziano. Per renderlo connesso con amici e parenti e superare il problema della solitudine nell’età avanzata.

In America infatti da tempo esistono corsi per permettere alle persone anziane di avvicinarsi al mondo della tecnologia. Centri per anziani e gruppi sociali organizzano incontri per imparare ad utilizzare il computer e navigare su internet.

Dalle testimonianze di coloro che hanno frequentato questi corsi, è emerso che hanno iniziato ad usare la tecnologia con più facilità. Chi dapprima ne sembrava spaventano, adesso usa l’i-pad – più facile da utilizzare rispetto agli smartphone per la grandezza del suo schermo – e naviga nel web.

Per tale motivo vengono sempre più spesso sviluppate applicazioni e dispositivi pensati per le persone anziane. I benefici sono molteplici. L’utilizzo delle moderne tecnologie permette agli anziani di mantenere la mente attiva e di stabilire un contatto con le persone.

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Madre e figlio insieme in casa di riposo: un’amore che va oltre l’età

Madre e figlio insieme in casa di riposo: un’amore che va oltre l’età

Succede a Liverpool, una madre di 98 anni decide di trasferirsi nella casa di riposo dove risiede suo figlio che di anni ne ha 80.

Si chiamano Ada e Tom Keating  e sono rispettivamente madre e figlio. Fin qui nulla di strano se non fosse che i due hanno deciso di occuparsi l’una dell’altro nella stessa casa di cura.

A riportare la notizia è La Repubblica  in un articolo di oggi. Tom è stato ricoverato in casa di cura nel 2016 per problemi di salute e sua madre ha deciso di raggiungerlo per stare insieme a lui.

Un gesto d’affetto generoso che ha permesso alla coppia di riunirsi. Infatti Tom non si è mai sposato e ha vissuto la sua vita sempre insieme a sua madre Ada.

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