Il Blog di Grampit

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Neurone von Economo: il segreto della super memoria degli ultranovantenni

Una ricerca della Northwestern University afferma che i superagers, ossia gli ultraottantenni hanno una funzione cerebrale superiore.

Una memoria vispa e lucida quella degli anziani over 80. I ricercatori americani in uno studio chiamato “90+” che ha analizzato persone con età compresa tra gli 80 e i 100 anni hanno dimostrato come la loro mente sia più attiva delle persone 80enni o addirittura più giovani.

I cosiddetti superagers analizzati non conducevano una vita sana, anzi bevevano, fumavano e prendevano caffè. Un risultato davvero sorprendente. Secondo i ricercatori il motivo di tutto ciò è dovuto alla presenza del “neurone von Economo” che nel cervello degli anziani analizzati è presente in proporzioni maggiori.

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I benefici della ginnastica dolce per gli anziani

Fare movimento è necessario per mantenersi attivi ma soprattutto in buona salute. Se questo è vero per i giovani, lo è anche per le persone più avanti con gli anni.

In età avanzata è molto importante praticare esercizio fisico. In particolare modo è consigliata la ginnastica dolce. La ginnastica deve essere concepita su misura per gli anziani al fine di permettere la flessibilità muscolare, la capacità motoria, la fluidità dei movimenti.

Per tale motivo, bisogna eseguire un piano di esercizi specifici per il proprio stato di salute. In generale la ginnastica dolce interessa testa e collo, arti superiori e inferiori, busto. I movimenti sono lenti e graduali, fatti a più riprese meglio se in compagnia di altre persone.

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Italia in ritardo per servizi agli anziani

L’Italia è soltanto quindicesima per misure come l’accesso ai servizi o l’uso di tecnologie che aiutino nella quotidianità gli anziani.

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) in occasione del convegno “Invecchiamento attivo e autodeterminazione per il fine vita: strategie di tutela dell’anziano” lancia un appello: migliorare la sicurezza degli anziani pensando a politiche di sostegno alla famiglia che ne migliorino la sicurezza sociale.

L’Italia risulta essere in ritardo rispetto agli altri paesi europei per quanto riguarda l’accesso ai servizi che aiutino gli anziani nella loro quotidianità. I servizi per l’anziano sono spesso carenti e ci sono forti disparità tra regione e regione.

La SIGG sottolinea come anche la disponibilità di specialisti in Geriatria sia molto bassa rispetto al fabbisogno nazionale. L’Italia è un paese che sta invecchiando e non ci sono politiche e servizi strutturati che possano rispondere ai bisogni degli anziani.

La visita geriatrica ad esempio non rientra tra i livelli essenziali di assistenza ma risulta tra le prestazioni generiche chiosa Raffaele Antonelli Incalzi, presidente SIGG. Affinchè agli over 65 venga garantito un maggiore accesso ai servizi sanitari bisogna integrare sostegno sanitario e supporto sociale.

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Frattura del femore negli anziani: cos’è e cosa comporta

La frattura del femore si verifica di solito in seguito ad un trauma. L’osso può subire una lesione oppure dividersi in due o più pezzi.

Il femore è tra le ossa del corpo umano quella più lunga e dotata di maggiore resistenza. Si trova nella coscia, ha inizio nel bacino e termina nel ginocchio.

Nelle persone anziane la frattura del femore è un evento abbastanza diffuso. Le cause sono da imputarsi principalmente all’osteoporosi e alla fragilità ossea.

In Italia, la frattura del femore interessa 80000 casi ogni anno, di cui 35000 degenerano in invalidità. Il 75% delle persone che subiscono una frattura al femore sono donne anziane.

Numeri così elevati indicano che la frattura al femore negli anziani è un evento che si verifica con molto facilità. Infatti esso è spesso conseguenza di incidenti lievi che avvengono molte volte in ambiente domestico.

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Badante H24 è legale? Scopri come risolvere

Il lavoro delle badanti H24 non è più legale. A stabilirlo una sentenza della Corte di Cassazione che impone l’obbligo di 11 ore di riposo consecutivo.

Nel 2018 cambia la regolamentazione alla base dei contratti di lavoro delle badanti. Infatti secondo la sentenza n. 24 del 4 gennaio 2018, le badanti hanno diritto a 11 ore di riposo consecutivo.

Alla sentenza si è arrivati grazie al caso di una Onlus di Lecco che forniva personale per l’assistenza familiare h24 sull’assunto che le ore di riposo dei dipendenti non dovessero essere necessariamente consecutive. Tuttavia i giudici hanno stabilito che secondo il decreto legislativo 66 del 2003 che si basa sulla direttiva comunitaria sull’orario di lavoro, tutti i lavoratori hanno diritto ad 11 ore di riposo minimo giornaliero da fruire in modo consecutivo.

La sentenza impone multe salate a chi trasgredisce nonchè una denuncia per sfruttamento di manodopera. Inoltre viene a cadere anche la formula del vitto e alloggio che sovente è offerta alla badante nel contratto di lavoro. Infatti, il lavoratore non ha più l’obbligo di accettare tale formula.

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Anziani e arte contemporanea: a Bussero un’insolita mostra

“Vivere l’Arte” è il titolo della mostra che vede protagonisti gli anziani che reinterpretano i quadri dei grandi artisti dell’arte.

Sono gli anziani delle Case Famiglia della Fondazione Mantovani Sodalitas Onlus protagonisti della mostra “Vivere l’Arte“. L’inaugurazione della mostra è avvenuta a Villa Clerici di Cuggiono e ora si è spostata alla Casa Famiglia di Bussero in provincia di Milano dove sarà visitabile fino al 12 febbraio.

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Operarsi in età avanzata non costituirebbe un rischio

Una ricerca canadese pubblicata su BMC Medicine afferma che operarsi in età avanzata non costituirebbe un rischio di complicanze postoperatorie.

Operarsi in età avanzata non costituirebbe un rischio di complicanze postoperatorie. Una ricerca pubblicata su BMC Medicine basata su 44 studi sulle complicanze postoperatorie afferma che non c’è un legame dimostrabile tra età avanzata e rischio di complicanze a seguito di un intervento chirurgico.

Molto spesso l’età viene considerata dai medici un parametro importante nei casi di operazioni chirurgiche. Infatti si opta molto spesso per la soluzione di non operare in caso di età avanzata nel paziente a causa delle possibili complicanze post intervento.

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Come creare una società su misura di anziano

L’ AUSER indica come migliorare la qualità di vita degli anziani al fine di rendere l’Italia un paese su misura per loro.

L’Italia è un paese di anziani ma non per gli anziani. Sebbene la popolazione continui ad invecchiare – secondo l’Eurostat l’Italia è il paese europeo con la maggiore percentuale di anziani – la qualità di vita degli anziani non è ottimale.

Infatti non basta solamente intervenire sui servizi sociali ma attuare un cambiamento più ampio che investa servizi, attività e comportamenti delle persone anziane. Un cambiamento che non si attua attraverso progetti di riforma più o meno grandi ma a tutti i livelli della società.

L’ AUSER, l’Associazione per l’invecchiamento attivo nella sua ricerca chiamata “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo” ha messo nero su bianco una serie di suggerimenti per costruire un paese su misura di anziano.

Tali soluzioni riguardano la condizioni abitative, gli spazi pubblici, l’ambiente, i servizi pubblici e l’ICT, i trasporti, l’inclusione civica ecc…

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Comune di Roma: Assegno di cura per assistenza agli anziani

Il Comune di Roma ha lanciato la sperimentazione per erogare assegni di cura ad adulti e anziani con disabilità gravissima.

L’assegno di cura o contributo di cura in favore di persone e anziani con disabilità gravissima è un contributo  economico che rientra nelle “Linee guida sperimentali per l’erogazione dei sostegni economici ai sensi del Decreto lnterministeriale 26 settembre 2016”, promosso dal Comune di Roma.

L’erogazione dei contributi verrà attuata sulla base delle domande raccolte e tramite una graduatoria unica cittadina. Verrà data priorità ai cittadini con grave disabilità, per permettere loro di potersi curare nella propria abitazione e non nelle strutture apposite.

I contributi nello specifico sono due: l’assegno di cura di 800 euro e il contributo di cura  di 700 euro mensili per 12 mesi.

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Lombardia: No alle case di riposo, sì all’assistenza in famiglia

In Lombardia si avverte un cambio di tendenza. Sempre meno ricoveri nelle case di riposo a favore dell’assistenza familiare agli anziani.

L’ ultimo report dell’Osservatorio sulle Rsa dell’Università Carlo Cattaneo (Liuc) evidenzia che le famiglie lombarde tendono a fornire assistenza ai propri cari anziani nelle loro case piuttosto che portarli nelle case di riposo. Almeno fino a quando è possibile, si rinvia l’ingresso degli anziani nelle strutture predisposte ad ospitarle.

I motivi sono generalmente di tipo economico. Le famiglie preferiscono accudire in casa le persone anziane avvalendosi delle badanti. Infatti, i costi per un ricovero a Milano sono proibitivi: più di tremila euro al mese.

La spesa minima in media a carico delle famiglie per una giornata di degenza è di 78,50 euro, il massimo è di 101 euro. Le tariffe sono, però, più basse altrove: nell’ Oltrepò Pavese sono tra i 54 e i 60 euro, nella Bergamasca tra i 55 e i 63 euro e nel Cremonese tra i 52 e i 56.