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Anziani soli sempre più a rischio di truffe

Le truffe agli anziani sono all’ordine del giorno. L’ultima in provincia di Oristano. Un finto imprenditore truffava gli anziani vendendo biancheria nelle loro case.

Gli anziani che vivono da soli sono spesso vittime di truffe all’interno della loro casa. Ormai il fenomeno delle truffe alle persone anziane è all’ordine del giorno. I malfattori s’introducono nelle case degli anziani soli e approfittando della loro vulnerabilità, estorcono denaro con molta facilità.

Finti carabinieri, avvocati o semplici funzionari del servizio elettrico si approfittano della buona fede della persona sola e gli portano via i risparmi di una vita. L’anziano che vive spesso una condizione di solitudine, che deve badare a se stesso in maniera autonoma, si vede privato di quel poco che magari ha messo da parte con tanta fatica.

Dopo essersi assicurati il malloppo, i truffatori scappano lasciando il povero nonno in condizioni disperate. Ormai le notizie che parlano di queste truffe si rincorrono. Purtroppo molto spesso una volta individuate e smascherate dalle forze dell’ordine, ecco che ne nascono di nuove.

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La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine è considerata la “malattia” più pericolosa per l’anziano. Chi ne soffre ha il 45% di possibilità in più di morire.

La solitudine nell’anziano è considerata un problema di natura sociale. Gli anziani che soffrono di solitudine vivono una condizione esistenziale disagiata che ha conseguenze sulla salute.

Uno studio dell’Università di San Francisco condotto su un campione di 1600 persone ha evidenziato che il 43% degli anziani vive in una condizione di solitudine. Mettendo a confronto i risultati del sondaggio con il tasso di mortalità a distanza di sei anni, è emerso che chi soffre di solitudine ha il 45% in più di probabilità di morire.

Anche la qualità di vita va incontro ad un peggioramento: si presentano depressione, rischio di infarto, riduzione della mobilità e di autonomia.

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I giovani di oggi? Sono gli over 65

Uno studio del  McCannTruth Central su 30 paesi del mondo compresa l’Italia evidenzia come i comportamenti delle fasce d’età si siano invertiti. Gli over 65 pensano e vivono come i giovani 30enni.

Uno studio davvero interessante quello condotto dal McCannTruth Central sulle abitudini di vita e i comportamenti di circa 24mila persone nel mondo. L’indagine ha messo in evidenza come le persone intorno ai 70 anni siano più ottimiste nei confronti della vita rispetto invece ai 20enni o ai 30enni.

Tra i risultati più interessanti emergono quelli italiani. In Italia infatti invecchiare non è poi visto in maniera così negativa. Il 70% delle persone intervistate afferma di avere un’attitudine positiva nei confronti della vecchiaia. Infatti si è più liberi di coltivare le proprie passioni e di mantenere mente e spirito attivi.

Le persone over 65 si dedicano alla cura del proprio corpo facendo più attività fisica e lanciandosi in nuove relazioni amorose. Per contro, invece la metà dei 30enni risulta avere un atteggiamento più prevenuto nei confronti della vecchiaia rispetto alle persone più mature (in media il 43%).

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La tecnologia in mano agli anziani: i benefici per la salute sono molteplici

Dagli Stati Uniti arrivano soluzioni tecnologiche su misura per l’anziano. Per renderlo connesso con amici e parenti e superare il problema della solitudine nell’età avanzata.

In America infatti da tempo esistono corsi per permettere alle persone anziane di avvicinarsi al mondo della tecnologia. Centri per anziani e gruppi sociali organizzano incontri per imparare ad utilizzare il computer e navigare su internet.

Dalle testimonianze di coloro che hanno frequentato questi corsi, è emerso che hanno iniziato ad usare la tecnologia con più facilità. Chi dapprima ne sembrava spaventano, adesso usa l’i-pad – più facile da utilizzare rispetto agli smartphone per la grandezza del suo schermo – e naviga nel web.

Per tale motivo vengono sempre più spesso sviluppate applicazioni e dispositivi pensati per le persone anziane. I benefici sono molteplici. L’utilizzo delle moderne tecnologie permette agli anziani di mantenere la mente attiva e di stabilire un contatto con le persone.

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L’assistenza agli anziani in Italia è sempre più costosa

L’assistenza agli anziani in Italia diventa sempre più costosa. Lo dimostra uno studio dello Spi-Cgil, il sindacato che ha avviato l’ Osservatorio nazionale sulle case di riposo e sulle residenze per anziani.

L’analisi è stata effettuata su 4 mila strutture in tutta Italia. Dai dati emersi, vi è un forte predominanza delle strutture private su quelle pubbliche. Circa il 90% delle residenze che ospitano gli anziani non più autosufficienti sono gestite da privati. Il rimanente 14% è di proprietà pubblica.

Le strutture private risultano essere le più costose: la retta si aggira nel 46% dei casi intorno ai 2500 euro mensili. Le strutture pubbliche invece, risultano nel 39% dei casi più economiche e trasparenti. La retta mensile si aggira intorno ai 1800 euro e forniscono informazioni più chiare nei confronti dei loro assistiti rispetto alle strutture private.