Categoria: Salute

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La solitudine negli anziani: un problema di natura sociale

La solitudine è considerata la “malattia” più pericolosa per l’anziano. Chi ne soffre ha il 45% di possibilità in più di morire.

La solitudine nell’anziano è considerata un problema di natura sociale. Gli anziani che soffrono di solitudine vivono una condizione esistenziale disagiata che ha conseguenze sulla salute.

Uno studio dell’Università di San Francisco condotto su un campione di 1600 persone ha evidenziato che il 43% degli anziani vive in una condizione di solitudine. Mettendo a confronto i risultati del sondaggio con il tasso di mortalità a distanza di sei anni, è emerso che chi soffre di solitudine ha il 45% in più di probabilità di morire.

Anche la qualità di vita va incontro ad un peggioramento: si presentano depressione, rischio di infarto, riduzione della mobilità e di autonomia.

Ecco perchè risulta importante attuare strategie di intervento che aiutino gli anziani a sentirsi meno soli.

GrampiT è il dispositivo pensato per monitorare le attività quotidiane della persona sola che sa che può contare sull’aiuto di un suo parente in qualsiasi momento, anche se non vivono sotto lo stesso tetto.

In caso di necessità premendo un pulsante, la persona sola invia una richiesta al suo caro che prontamente la riceve sul suo smartphone e può raggiungerlo in tempi brevi.

Un dispositivo amico che fa sentire l’anziano più sicuro e meno solo.

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La tecnologia in mano agli anziani: i benefici per la salute sono molteplici

Dagli Stati Uniti arrivano soluzioni tecnologiche su misura per l’anziano. Per renderlo connesso con amici e parenti e superare il problema della solitudine nell’età avanzata.

In America infatti da tempo esistono corsi per permettere alle persone anziane di avvicinarsi al mondo della tecnologia. Centri per anziani e gruppi sociali organizzano incontri per imparare ad utilizzare il computer e navigare su internet.

Dalle testimonianze di coloro che hanno frequentato questi corsi, è emerso che hanno iniziato ad usare la tecnologia con più facilità. Chi dapprima ne sembrava spaventano, adesso usa l’i-pad – più facile da utilizzare rispetto agli smartphone per la grandezza del suo schermo – e naviga nel web.

Per tale motivo vengono sempre più spesso sviluppate applicazioni e dispositivi pensati per le persone anziane. I benefici sono molteplici. L’utilizzo delle moderne tecnologie permette agli anziani di mantenere la mente attiva e di stabilire un contatto con le persone.

In un’epoca in cui la solitudine e la conseguente depressione sono diventate delle piaghe sociali, potersi connettere con le persone care attraverso dispositivi tecnologici costituisce un aspetto positivo per la salute delle persone in età avanzata.

Le difficoltà nell’utilizzo della tecnologia da parte delle persone anziane sono comunque concrete, per questo Grampit è stato concepito per poter essere utilizzato in maniera facile senza alcuna competenza digitale.

Grampit rientra tra i dispositivi tecnologici pensati su misura per gli anziani. Una soluzione tecnologica tutta italiana che permette all’anziano di connettersi con le persone care in qualsiasi momento.

Lo strumento risponde all’esigenza primaria della persona anziana che vive da sola di potersi sentire in qualsiasi momento in contatto con parenti e amici.

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L’assistenza agli anziani in Italia è sempre più costosa

L’assistenza agli anziani in Italia diventa sempre più costosa. Lo dimostra uno studio dello Spi-Cgil, il sindacato che ha avviato l’ Osservatorio nazionale sulle case di riposo e sulle residenze per anziani.

L’analisi è stata effettuata su 4 mila strutture in tutta Italia. Dai dati emersi, vi è un forte predominanza delle strutture private su quelle pubbliche. Circa il 90% delle residenze che ospitano gli anziani non più autosufficienti sono gestite da privati. Il rimanente 14% è di proprietà pubblica.

Le strutture private risultano essere le più costose: la retta si aggira nel 46% dei casi intorno ai 2500 euro mensili. Le strutture pubbliche invece, risultano nel 39% dei casi più economiche e trasparenti. La retta mensile si aggira intorno ai 1800 euro e forniscono informazioni più chiare nei confronti dei loro assistiti rispetto alle strutture private.

Un’assistenza sempre più costosa quella italiana che ha spinto i sindacati ad effettuare un monitoraggio con lo scopo principale di spingere il governo a creare una “legge sulla non autosufficienza”. Ossia uno strumento legislativo che permetta di fornire servizi assistenziali di qualità in tutta Italia senza disparità regionali.

L’assistenza privata agli anziani oggi costituisce un’esigenza reale, vissuta da milioni di italiani. Lì dove non c’è ancora un riferimento normativo, ci possono essere soluzioni che possano aiutare famiglie e anziani a rispondere a queste problematiche.

Un esempio è Grampit, il sistema di assistenza privata agli anziani. Grampit fornisce un’assistenza direttamente nel confort della propria casa, con il vantaggio di poter seguire personalmente le esigenze del proprio caro attraverso un semplice smartphone.

Grampit è pensato per sopperire a differenti bisogni che vanno da un grado di autonomia dell’anziano a quello invece di non autosufficienza. Una soluzione tecnologica innovativa ad un piccolo costo.

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Dolore fisico e qualità della vita degli anziani

Secondo un studio de Il Sole 24 ore, il dolore fisico influisce negativamente sulla qualità di vita delle persone ultrasessantacinquenni. Lo studio si basa su dati Istat che evidenziano come gli italiani con più di 65 anni vivano in condizioni di salute peggiori rispetto ai loro coetanei europei.

Se la speranza di vita in Italia si aggira intorno ai 66 anni, non si può dire lo stesso per le condizioni di salute degli italiani. Il 37,7% di loro infatti soffre di dolore fisico intenso, dovuto maggiormente a patologie lombari, cervicali e all’artrosi.

Anziani: assumere correttamente le medicine

Studi dimostrano come oltre la metà degli anziani non assuma correttamente i farmaci a causa di dimenticanze, scarsa comprensione delle terapie e difficoltà nell’interpretazione dei bugiardini. I pazienti spesso dimenticano di prendere le pillole, sbagliano le dosi, si confondono a causa delle diverse formulazioni del farmaco.

Questo dato è particolarmente allarmante se si pensa alla possibilità di assumere dosi errate e agli effetti indesiderati, anche gravi, ai quali ci si espone. Il problema si presenta maggiormente nelle persone autonome che vivono sole e non sono assistite da personale qualificato.

Ricordare all’anziano di bere a sufficienza

Purtroppo è molto comune per gli anziani dimenticarsi di bere con regolarità. Un articolo del corriere ci ricorda quanto sia importante abituarsi ad una corretta idratazione, purtroppo le fasce maggiormente a rischio sono le più deboli, i bambini e gli anziani appunto.

Eppure proprio le persone anziane dovrebbero bere con regolarità anche quando non ne sentono il bisogno, poiché lo stimolo a bere, con l’avanzare dell’età, può essere ridotto da diversi fattori.

I primi sintomi di disidratazione sono la secchezza della bocca, della pelle e delle mucose (comprese quelle dell’occhio), se la gravità aumenta compaiono senso di affaticamento, mal di testa, arrossamento della pelle, crampi muscolari, perdita di appetito, intolleranza al calore, apatia.