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Anziani e pillole: dividerle può causare effetti collaterali

Dati del Sigg dimostrano che la pratica di tagliare le pillole riduce i benefici del farmaco e può risultare addirittura tossico per gli anziani che le assumono.

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) pone l’attenzione sulla pratica di dividere le pillole da assumere negli anziani.

Molto spesso i farmaci vengono tagliati in parti più piccole oppure frantumati. La ragione è per permettere agli anziani di deglutire meglio il farmaco.

Tuttavia, dati del Sigg dimostrano che tagliare le pillole può ridurre l’efficacia del farmaco. Anche l’utilizzo del taglia-pillole, il mezzo più preciso per dividere i farmaci, non assicura di ingerire la dose corretta.

Le pillole non vanno spezzate e schiacciate, ancor meno triturate. Pena la perdita di una quantità ingente di farmaco, utile ai fini dell’efficacia dello stesso nella cura a cui si sottopone il paziente.

Il problema sussiste per quegli anziani che hanno difficoltà visive o problemi articolari. Oppure per quegli anziani non autosufficienti, spesso ricoverati in case di cura, che assumono uno spettro ampio di medicine. Molto spesso, gli operatori socio assistenziali per assicurare l’assunzione di tutti i farmaci necessari ricorrono a preparati alternativi. Una possibile soluzione potrebbe essere di sostituite le pillole con farmaci equivalenti come granulati e sciroppi.

Tuttavia i farmaci molto usati nelle terapie come i beta-bloccanti non hanno ancora un equivalente farmaco nelle forme sopra descritte. In questo caso, l’appello del Sigg è rivolto alle case farmaceutiche affinchè mettano sul mercato preparazioni farmacologiche alternative per gli anziani.

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